insonnia


CXI – MONTATORI E SMONTATORI (seconda parte)

Torniamo a oggi. Chemio quasi finita, ma non ho scritto solo questo racconto. Ho fatto anche altre cose, perché entro sera dovrei riuscire a ufficializzare il “lancio” delle magliette su Facebook. Proseguirò domani a scrivere il racconto. Anzi stanotte, perché so già che non dormirò. Riprendo a scrivere. È mattina… Come previsto, stanotte non ho chiuso occhio. Ho scritto “Punk”, perché mi sono ricordato di alcune cose… e non volevo dimenticarmele. E adesso torniamo a Rhemes, perché dobbiamo finire di montare il campeggio. E di cose da fare ce ne sono ancora molte.


CXII – PUNK

In “Montatori e smontatori” scrissi che avrei completato il racconto stanotte. Notte insonne per via della chemio… Ho cambiato idea, perché mi sono venute in mente alcune cose che non vorrei poi dimenticarmi di scrivere. Nella tre giorni Valdostana di “3.585 metri”, racconto n° 79 o, meglio, LXXIX, che ho già reso pubblico, mi dimenticai di scrivere che fu in quei giorni che notai un aumento esponenziale della caduta dei miei capelli. Ma andiamo per gradi.


XIX – I POLITICI, INTENDO

Oggi non sono molto in forma. Notte insonne. Tutta notte sveglio e… mi girano le palle. E poi lo so come va a finire. Mi “imbruttisco” e scrivo cattiverie. Sì, perché penso che in Italia la Giustizia non funzioni. Sia quella Civile sia quella Penale. Basta leggere qualsiasi giornale o guardare qualsiasi telegiornale per rendersi conto che è così. Sono certo che anche i politici la pensino come me. Sia chiaro: per me la colpa non è solo della Magistratura. È anche della Politica. O meglio, dei politici “Nazionali”. Quelli di “stanza” a Roma, per intenderci. Sì, penso che la colpa più grossa ce l’abbiano proprio loro. I politici, intendo.


CXIII – MALEDETTO GARMIN!

Lo sapevo che stanotte non avrei chiuso occhio. Che cosa avrei fatto stamattina, dalle 8:00 alle 9:00, l’avevo già deciso ieri sera. Per quello avevo messo sotto carica il Garmin, senza farmi vedere da Monica. Appena è uscita da casa, mi sono alzato e sono uscito anch’io. Sono andato lungo l’Adda. In quei luoghi ci sono andato spesso. Ci andavo a correre in primavera, in estate, in autunno e in inverno e… quei ricordi mi hanno fatto incazzare! Ci andavo anche con mio nonno, quando ero piccolo. Ho scritto “Pif e pof” il trentanovesimo racconto che, però, non ho ancora pubblicato e… quei ricordi mi hanno fatto passare l’incazzatura.


CIV – COSA MI DICI MAI?

Stanotte, prima di iniziare a scrivere, ho cliccato su – invita i tuoi amici a mettere “Mi piace” Progetto My Everest – nella pagina di Facebook. Invita, invita, invita, invita, invita, invita. E intanto pensavo che anche “In vita”, staccato, “Mi piace”. Gioco di parole… Intanto piove, piove e piove ancora. Speriamo di non finire ancora sott’acqua, come nel 2002. Mony avrà anche ragione, ma se non riesco a dormire non è mica colpa mia. E poi, a voler ben guardare, è anche un modo di allungare la vita. Se dormissi dodici ore al giorno vorrebbe dire vivere di meno. O no? Anche se è vero che non si può continuare a dormire così poco, come in quest’ultimo periodo.


XLI – SENZA TITOLO

Niente da fare. Non c’è proprio verso di dormire stanotte. Sono le due e un quarto e non ho ancora chiuso occhio. Tanto vale che mi metta a scrivere qualcosa. Dormirò domani mattina, visto che non mi devo alzare per andare al lavoro. Anzi, stamattina, visto che è già sabato… Questo è il quarantunesimo racconto che scrivo. Scriverò, anche se non sono dell’umore giusto per farlo. E allora non mi rivolgerò né a Wilson, né al pubblico di manichini, né sarò ironico. Probabilmente vi annoierò. Anzi, vi annoierò sicuramente. Peraltro non so neanche da che parte iniziare per scrivere ciò che ho in mente. È un ragionamento abbastanza complesso. Parto dal mio albero genealogico.


LXXVIII – SEINGOL

Stanotte mi sono svegliato alle 2:00 e non mi sono riaddormentato prima delle 4:30. Come faccio a saperlo? Perché l’ultima volta che ho guardato la sveglia erano le 4:25. Poi mi sono risvegliato alle 6:00. Ho dormito pochissimo, ma non era di questo che volevo parlarvi. Dalle 2:00 alle 4:30 ho avuto modo di pensare a molte cose. Tra le altre, mi sono detto “Ma se qualcuno, oggi, ti dovesse chiedere di riassumere la tua vita in quattro parole, cosa gli risponderesti?”. La prima risposta che mi sono dato è stata “Ma chi vuoi che ti chieda una cosa del genere? Adesso poi, messo come sei messo”. La seconda risposta che mi sono dato è “Boh, sono nato, sono cresciuto e morirò”. In tre parole, neanche in quattro. Che cosa ci differenzia uno dall’altro allora? Penso la crescita, nel senso di maturazione. Parliamo di questo allora.