PACT-21: studio clinico sull’adenocarcinoma pancreatico e chemioterapia preoperatoria

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Il gruppo multidisciplinare dell’Ospedale San Raffaele di Milano ha coordinato tra il 2010 e il 2015 uno studio (PACT-15, studio di fase II randomizzato) su circa 90 pazienti i cui dati finali sembrerebbero validare l’ipotesi che la chemioterapia somministrata prima dell’intervento migliori le possibilità di sopravvivenza.

Per poter dimostrare in modo scientificamente più solido che questa strategia migliorerà le possibilità di controllare la malattia, è ora necessario uno studio che coinvolga circa il triplo dei pazienti, lo studio denominato PACT-21 che, essendo uno studio spontaneo, richiede un impegno finanziario piuttosto cospicuo che non potrà godere dell’appoggio delle aziende farmaceutiche: ecco perchè il nostro obiettivo è sostenere per quanto ci sarà possibile questo studio.

I risultati hanno evidenziato che solo il 23% delle persone che nello studio avevano seguito il percorso convenzionale (intervento chirurgico seguito da chemioterapia con un singolo farmaco) erano libere da recidiva di malattia dopo un anno dalla diagnosi, rispetto al 50% di coloro che avevano ricevuto una chemioterapia con più farmaci dopo l’intervento e al 66% di coloro che avevano ricevuto la stessa chemioterapia con più farmaci prima dell’intervento.

Il miglior controllo di malattia si traduceva in maggiori possibilità di essere ancora vivi a 3 anni dalla diagnosi: 35% con il percorso standard, 42% con l’uso della chemioterapia di combinazione dopo la chirurgia e 55% con l’uso della chemioterapia di combinazione prima dell’intervento.

Nonostante il numero dei pazienti coinvolti nella ricerca non fosse alto, lo studio PACT-15 è lo studio prospettico randomizzato sulla chemioterapia pre-operatoria nel tumore del pancreas che ha arruolato il maggior numero di pazienti al mondo, e per primo ha indicato il successo di questa nuova strategia terapeutica.